Dopo il clamoroso successo di 365 racconti erotici per un anno e di 365 racconti horror per un anno, 365 autori. 365 racconti. 365 possibili fini del mondo.
Sarà vero quanto predetto dai Maya e dai peggiori presagi catastrofisti?
E come reagiremo, tutti noi, alla fine imminente?
Un po’ ridendo, un po’ scherzando, un po’ facendo maledettamente sul serio, 365 scrittori hanno provato a dare la loro interpretazione della fine del mondo, dipingendo ciascuno uno scenario mozzafiato, che dovrebbe farci riflettere tutti.
Dopo il successo delle precedenti antologie della serie “365″, nasce una nuova sfida all’apparenza irrealizzabile: descrivere tutte le possibili fini del mondo in racconti da 2000 battute ciascuno.
Niente spazio per le spiegazioni macchinose, per gli struggimenti inutili e per le emozioni diluite nella ricostruzione di scenari e contesti possibili.
Qui i lettori troveranno 365 brevissime e micidiali idee su come potrebbe davvero finire tutto, 365 sferzate che non vi daranno respiro e che vi faranno tremare le gambe.
Leggere per credere.
E io sono pesente sia sulla 365 Horror (9 luglio) che su questa raccolta appena uscita.
Il mio racconto lo trovate al 18 giugno, giorno del mio compleanno, quale giorno migliore per far finire il mondo?
Il titolo del racconto è “L’ultima notte“.
Per chi è interessato ad acquistarlo, questa è la pagina ufficiale sul sito Delos, ma molto presto sarà presentato sia al salone del libro di Torino e distribuito in libreria.
Come già anticipato in questo post, era mia intenzione approfondire meglio i temi dell’orrore, non nel senso di componimenti di studenti sgrammaticati, ma nel senso delle tematiche ricorrenti, i topoi narrativi, le situazioni più usate e abusate, anche i cliché in certi casi, comunque li vogliate chiamare.
Ho creato questo breve documento in .pdf con un elenco di questi temi, sicuramente qualcosa mancherà e ho lasciato fuori le categorie più comuni (es. mostro – fantasma – alieno – vampiro ecc.) perché mi sono concentrata principalmente sulla trama più che sui soggetti e sulle ambientazioni, tanto che ciascuna di queste situazioni si potrebbe applicare alle varie categorie. Per fare un esempio più specifico, il primo tema:
- Non è come sembra: solitamente il protagonista vede qualcosa o conosce qualcuno, apparentemente innocuo ma inquietante, che alla fine si rivela essere la causa dell’orrore, il mostro, il fantasma o l’assassino che lo ucciderà.
Si può applicare tranquillamente a qualunque ambientazione, situazione o personaggio, può essere ai giorni nostri o nel passato, può trattarsi di un vampiro, di uno spettro, di un assassino.
Quello che mi interessava era appunto mettere in luce le situazioni generiche che fanno scattare la paura, quell’inspiegabile brivido freddo lungo la schiena.
Quindi lo metto a disposizione per chi vuole scaricarlo, o riproporlo su altri siti, solo abbiate la gentilezza di linkare questo topic. Non vorrete darmi un dispiacere, vero? Credetemi, non volete.
Buona paura a tutti.
STORIE_HORROR.pdf (127,0 KiB, 155 hits)
Quale data migliore del 18 febbraio per fare un annuncio ufficiale?
Ci abbiamo lavorato su per quasi tre anni. TRE. Tre anni di vita e tempo prezioso sprecati sull’orlo dell’esaurimento, tre anni in cui è successo di tutto. Un gruppo di pazzi scatenati fissati di roba militare e io che mi si sono trovata in mezzo quasi per caso, e la saga ha avuto inizio.
Allora: Code 2-18: Surreal – Step One
Titolo lunghetto, ma mi appresto a spiegarlo.
Code 2-18 è il titolo di quella che dovrebbe essere una serie (che Brigit ci scampi tutti).
Surreal è il titolo di questo primo romanzo, la prima parte della storia. Abbiamo scelto “surreal” perché contiene l’elemento fantascientifico-alieno che rende la storia potremo dire “surreale”.
Step One: perché il romanzo stava venendo troppo lungo, la vicenda non è ancora chiusa del tutto e abbiamo preferito spezzarlo in due parti (questo primo tomo è di 210 pagine).
Ho parlato di alieni sì, ma non vi aspettate cose con le astronavi e roba iperfantascientifica, la fantascienza in questo caso fa da contorno, ma si tratta innanzitutto di un romanzo di Guerra.
Ambientato in un’ipotetica Terza Guerra Mondiale tra il blocco occidentale e quello orientale, scoppiata nei primi anni 2000. Il resto lasciamo a voi scoprirlo…
Il libro si può acquistare in cartaceo o in ebook (a soli € 0,99 meno di un cappuccino), ed è disponibile anche un’anteprima gratuita di 30 pagine per chi vuole farsi un’idea.
Ecco i link utili:
- Pagina ufficiale per scaricare l’anteprima gratuita e/o acquistare il pacchetto ebook multi-formato a € 0,99
- Surreal su lulu (cartaceo a € 8,50 + spese di spedizione)
- Surreal su Amazon Kindle Store in formato kindle a € 0,98
È iniziato tutto quand’ero ragazzina e curiosavo nella scrivania di mio zio, c’erano pochi libri e niente di particolarmente interessante a parte l’enciclopedia illustrata (mi ero fissata sulle pagine con i dinosauri e studiavo sempre quelle giocando a fare la maestra). Diventata un po’ più grandicella, verso i dodici-tredici anni, ho trovato questo libro: “I Racconti del Terrore” di Edgar Allan Poe. E da lì la mia “fissazione” per l’horror non mi ha più abbandonato.
Il libro conteneva anche delle interessanti schede di approfondimento che illustravano la struttura di un racconto e alcuni degli schemi di base di un racconto horror che voglio usare come spunto per uno “studio” delle tematiche e delle trame più diffuse nel racconto horror che ho intenzione di portare avanti (tempo e voglia permettendo).
Ciò implicherà anche leggermi qualche saggio (consigli sono bene accetti) e un bel po’ di racconti degli scrittori più famosi del genere: oltre al sempreverde Poe e all’immancabile King, in passato ho letto qualcosa di Bierce e Hawthorne, recentemente sto “attaccando” Lovecraft (e lì di roba ce n’è a chili) e Matheson, che è schizzato subito tra i miei preferiti, aggiungo anche Clive Barker e in corso d’opera anche altri nomi.
Ho infilato da qualche parte anche il primo numero del Weird Tales italiano e ancora non l’ho letto *si frusta* penso che per un po’ mi dedicherò principalmente ai racconti horror, che sono la mia lettura preferita.
Il proposito di passare più tempo a leggere e meno al PC è vecchio ma finora non sono ancora riuscita a mantenerlo… ma non divaghiamo.
Quindi dicevo ho trovato questo interessante schemino, molto sintetico che suddivide il racconto horror in tre tipologie:
- Paura interna: l’allucinazione, la pazzia
- Paura esterna: il mostro
- Paura interna-esterna: il fantasma, la presenza invisibile
Per ciascuna di esse c’è un piccolo schema che segna i passaggi principali nello sviluppo della storia, senza stare a chiacchierarci troppo sopra lo allego qui di seguito così chi vuole può scaricarselo e dargli un’occhiata, la comprensione dovrebbe essere immediata:
temihorror.pdf (181,8 KiB, 100 hits)
Per oggi mi fermo qui perché sono abbastanza esausta in questo periodo e ho bisogno di recuperare un po’ di energie (soprattutto psichiche), quindi non so quando aggiornerò, ma sono sempre qui.
Mi è stata fatta un’altra micro-intervista in occasione dell’uscita del terzo numero di Altrisogni su cui compare un mio racconto horror di ambientazione giapponese.
L’intervista è stata pubblicata su facebook ma la riporto anche qui:
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Gli Hikikomori... soggetto ideale per un racconto di horror giapponese!
Su Altrisogni 3 è presente per la seconda volta con il ruolo di autrice Tanja Sartori. Ha pubblicato sul nostro numero 2 l’inquietante La stanza di Miku. Nel nuovo numero ha scelto di raccontarci di affrontare un orrore claustrofobico, quello degli Hikikomori, termine giapponese che indica un disagio sociale unico nel suo genere, scelto da Tanja come titolo per il suo racconto. Si tratta di un racconto che ci ha colpito particolarmente e che vorremmo portare a esempio a tutti coloro che ritengono che non sia possibile scrivere – bene – racconti inquietanti in meno di 10.000 caratteri. Chiedete a Tanja: lei sa come si fa. Ecco le domande che le abbiamo rivolto e le sue risposte.
Altrisogni: È già la seconda volta che Altrisogni ospita una tua storia di “orrore orientale”: quali sono gli elementi che ritieni caratteristici e “potenti” di questo tipo di racconto?
Tanja Sartori: Penso che il filo conduttore sia l’innocenza che fa paura. Nelle storie dell’orrore giapponese molto spesso il mostro, o il fantasma, è una donna, una figura femminile solitamente pura e fragile che si trasforma in un qualcosa di spaventoso. Un po’ come me che sembro tanto buona e innocente e poi scrivo storie paurose *ridacchia*
Ecco una breve intervista fattami dallo staff di Altrisogni in merito al mio racconto “La stanza di Miku“, pubblicato sul secondo numero della rivista digitale:
Abbiamo incontrato Tanja Sartori, giovane scrittrice che pubblica sul secondo numero di Altrisogni il racconto breve La stanza di Miku, una storia veloce e molto visuale che fa sue molte delle tematiche della narrativa fantastica del Sol Levante. Anche a questo proposito le abbiamo rivolto alcune domande.Ecco cosa ci siamo detti
Altrisogni: Il tuo racconto La stanza di Miku si affida a immagini e “tagli” che troviamo nelle fiction giapponesi, animate e non. È un modus operandi usuale per i tuoi racconti?
Tanja Sartori: Sono un’appassionata della cultura giapponese, e ho finito per essere influenzata dalle immagini comuni agli anime e manga, ma in realtà questa è la prima volta che mi cimento in un racconto di ambientazione tipicamente orientale.
A.: Noi amiamo i racconti brevi: perché hai scelto questa forma per il racconto che hai inviato ad Altrisogni?
T.S.: Sono anch’io un’amante della brevità e sono sintetica di natura, ho avuto questo flash sull’episodio da scrivere una sera, prima di dormire, e il giorno dopo l’ho steso, mi è piaciuta l’idea di tratteggiare il tutto con poche scene senza raccontare troppo quello che c’era dietro, come un’istantanea su un angolo di orrore.
A.: Pianifichi molto quando elabori una storia?
T.S.: Dipende molto da cosa devo scrivere, se si tratta di un’opera più ampia allora sì mi faccio annotazioni, faccio ricerche e mi creo un quaderno o un file apposito in cui segnare tutti i punti salienti e una traccia da seguire, di solito cerco di combinare insieme lo scheletro di una trama con la spontaneità del sedersi a scrivere e lasciare che sia la storia a portarmi dove vuole.
Bene, questo per il momento è tutto. Conosceremo meglio Tanja con il suo racconto, nelle pagine della nostra rivista.
Intervista originale su facebook ^^
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La rivista si può acquistare a soli 2,90 € a questo indirizzo:
http://www.dbooks.it/libreria/scheda/81/6/narrativa/altrisogni-02.html
Benvenuti nel mio nuovo ennemillesimo sito web!
Qui parlerò principalmente dei miei scritti di genere fantastico, soprattutto in vista della nuova edizione del “Fiore Eterno” che uscirà in ebook con Edizioni Karta a partire da quest’anno.
Il motivo per cui ho scelto questo titolo è da imputarsi a due mie care amiche di cui non farò il nome ma solo le iniziali L.R. e L.S. che mi hanno suggerito di chiamarlo “Tanto è Fantasy” e così ho fatto, se mi farò una pessima reputazione saprete perché… e se volete approfondire la questione potete leggere un po’ dei miei sproloqui a questa pagina.
Per questo sito che dovrebbe essere “serio”, ma già dalle premesse non lo sembra proprio, ho fatto voto di non usare le faccine (sorridenti tristi stupite perplesse ecc.) cosa che per me è un’impresa assai ardua, quindi perdonatemi se qualche volta mi scapperanno o peggio saranno sostituite da punti esclamativi selvaggi.
Che dire, nei prossimi giorni e mesi vedrò di arredare tutto come si deve, aggiungerò principalmente approfondimenti e contenuti extra dei miei scritti e cercherò di non essere troppo noiosa.
Presto ci saranno novità anche sulle uscite degli ebook, quindi chi è interessato si segni l’indirizzo, non è difficile da ricordare *sghignazza* e buona permanenza a tutti!



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